La notizia era nell’aria da diverso tempo, almeno da quando a seguito di un’inchiesta della Guardia di Finanza, la magistratura aveva disposto il sequestro di un impianto semaforico di Segrate (sulla Via Cassanese).
Da Segrate, l’inchiesta si è allargata a macchia d’olio coinvolgendo le amministrazioni comunali di ben diciassette municipalità, distribuite da nord a sud. I comuni coinvolti nello scandalo sono Paullo (Milano), Spino d'Adda (Cremona), Invorio (Novara), Albese con Cassano e Vertemate (Como), Lendinara (Rovigo), Portoferraio (Livorno), Vetralla (Viterbo), Tora e Piccilli (Caserta), Gazzada Schianno (Varese), Redondesco (Mantova), Castellina Marittima (Pisa), Castelnuovo Rangone e Campolongo Maggiore (Modena), Certaldo (Firenze), Cologna ai Colli (Verona) e Larciano e Lari (Pistoia). L’inchiesta, in particolare, ha fatto luce sulle connivenze esistenti tra amministratori e società private addette alla produzione, installazione e manutenzione dei dispositivi di rilevamento.